DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO E DISTURBI CORRELATI

Raggruppa i disturbi accomunati dalla presenza di pensieri intrusivi e comportamenti ripetitivi che consumano tempo: stuzzicamento della pelle, accumulo, ricerca di difetti del proprio corpo e, ovviamente, i classici sintomi caratteristici del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC).  In qualunque modo abbiano avuto inizio, tali comportamenti alla fine si tramutano in sintomi, pesando su quei comportamenti che, un tempo gesti volontari, si sono trasformati in doveri che devono essere eseguiti a costo d’ansia e sofferenza. Questi comportamenti non sono tutti indesiderati, per lo meno quelli incentrati sulla perfezione fisica (disturbo di dismorfismo corporeo) o sull’accumulo di oggetti (disposofobia o disturbo da accumulo). 

Disturbo ossessivo-compulsivo DOC
Il paziente presenta ossessioni o compulsioni angoscianti (o entrambe!) che occupano così tanto tempo da interferire con la consueta routine. Le ossessioni sono pensieri ricorrenti e indesiderati che si insinuano nella coscienza; il paziente tenta generalmente di sopprimerle, ignorarle o neutralizzarle. Le compulsioni sono comportamenti ripetuti agiti (talvolta mentali) che seguono delle regole (o rispondono alle ossessioni), con il fine di alleviare la sofferenza; il paziente può tentare di resistere. I comportamenti sono irragionevoli, ovvero non hanno alcuna reale possibilità di aiutare il paziente per la sofferenza legata alle ossessioni.Disturbo cronico da tic

Questi pazienti, di solito uomini, tendono a presentare un’insorgenza del DOC particolarmente precoce, spesso prima degli 11 anni di età. Con maggiore probabilità presentano ossessioni a contenuto di precisione e simmetria; le compulsioni che mettono in atto riguardano il riordinare e il sistemare le cose.

Disturbo di dismorfismo corporeo
In questo disturbo, pazienti fisicamente normali credono che parti del proprio corpo siano deformate o sgradevoli. A seguito di un minuscolo, talvolta invisibile, difetto fisico, il paziente effettua ripetuti controlli allo specchio, chiede rassicurazioni, si stuzzica zone di pelle o fa confronti mentali con altre persone.

Disturbo da accumulo (o disposofobia)
Questi pazienti sono in balia di un forte impulso: avvertono la travolgente necessità di accumulare oggetti. Provano preoccupazione, sicuramente angoscia, quando tentano di disfarsi dei loro oggetti, anche quando questi sembrano essere di scarso valore (sentimentale o altro). Di conseguenza, gli oggetti si accumulano, accatastandosi negli spazi abitati tanto da renderli inutilizzabili. La grande quantità di oggetti accumulati interferisce con la vita e il vivere dell’individuo stesso. In alcuni casi il paziente realizza che i pensieri e i comportamenti di accumulo causano problemi, in altri è per lo più sicuro che l’accumulo non sia un problema o addirittura è assolutamente sicuro che l’accumulo non sia un problema. 

Più di mille anni fa, la leggenda di Beowulf narrava di un accumulo (hoard), inteso come una riserva di cose di valore (specialmente denaro o altri tesori), messo da parte per un utilizzo futuro. Oggi giorno, utilizziamo quel termine per riferirci a qualcosa di scarso valore messo da parte al di là dell’utilità pratica. Le motivazioni alla base dell’accumulo possono essere diverse. Alcune persone ritengono che i loro oggetti possiedano un valore anche quando in realtà non lo hanno. Altre persone possono imitare comportamenti che hanno visto in altri membri della propria famiglia. Altri ancora, apparentemente, si sentono rassicurate dalla presenza di oggetti con cui sono cresciuti o che pensano possano tornare loro utili in futuro. Qualunque sia la motivazione, l’ambiente in cui vive un accumulatore diventa caotico, arrivando addirittura a stiparlo completamente di oggetti. (Nel caso in cui vi siano aree abitabili è perché, probabilmente, qualcuno riordina quel caos.) 

Una conseguenza sociale dell’accumulo è quella che i bambini temono di portare visitatori a casa e non impareranno i fondamenti della gestione della casa in tale contesto! Il disturbo da accumulo si ritiene affligga il 2-5% della popolazione generale. Gli accumulatori non considerano i propri sintomi come intrusivi, sgradevoli o stressanti. Al contrario, la sofferenza spesso nasce solo quando queste persone vengono costrette a liberarsi delle cose che, con tanta fatica, hanno portato a casa. Il disturbo da accumulo comprende differenti tipologie: persone che accumulano libri, o animali (pensiamo a un accumulatore di gatti), di cibo che ha superato la data di scadenza. Il disturbo inizia in giovane età e peggiora con il tempo, così si riscontra più spesso tra gli adulti più anziani; i maschi superano numericamente le femmine. Sembra vi sia una forte ereditarietà. 

Tricotillomania
Lo strappare capelli o peli da varie parti del corpo si accompagna spesso a un senso di “tensione e sollievo” e può tradursi nella comparsa di aree alopeciche e tentativi di controllare il comportamento.

Disturbo da escoriazione
Il paziente si stuzzica in modo persistente la pelle tanto da produrvi traumi. Di solito ha inizio in adolescenza, anche se talvolta l’esordio è più tardivo.

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